Ipotesi accorpamento Incentivi 4.0 e Incentivi 5.0 in Legge di Bilancio
Nel pacchetto per le imprese della manovra 2026, potrebbe trovare posto anche un intervento sui crediti d'imposta 4.0 e 5.0, che andrebbero a confluire in un unico strumento agevolativo finanziato con risorse nazionali.
Al Meeting di Rimini Meloni traccia le priorità di Governo: casa, famiglia, salari
La legge di Bilancio 2026, che a giudicare dalle dichiarazioni della premier Giorgia Meloni al Meeting di Rimini sarà improntata soprattutto al sostegno dei lavoratori con redditi medio-bassi e delle famiglie, dovrà occuparsi anche del destino degli incentivi alle imprese in scadenza a fine anno.
Secondo quanto anticipato da Il Sole 24 Ore, allo studio ci sarebbe un “accorpamento degli incentivi dei piani Transizione 4.0 e Transizione 5.0, da inserire in manovra con risorse statali”.
Una nuova agevolazione dal mix degli incentivi 4.0 e 5.0 nella Manovra 2026
Partita con un pacchetto scarno di misure per il sostegno alle imprese, la legge di bilancio 2025 ha portato alla fine in dote diverse agevolazioni:
- l'incremento delle risorse per 1,7 miliardi di euro a favore della Nuova Sabatini;
- il rifinanziamento per 2,2 miliardi e la proroga del tax credit ZES per gli investimenti realizzati nella Zona Economica Speciale Mezzogiorno entro il 15 novembre 2025;
- l'IRES premiale del 20% per le imprese che investono parte degli utili in beni Transizione 4.0 e 5.0 e generano un aumento dell’occupazione;
- il nuovo esonero contributivo per le assunzioni nelle Regioni del Mezzogiorno, al posto della vecchia Decontribuzione Sud;
- il potenziamento del Fondo 394 di Simest per l'internazionalizzazione delle imprese, in particolare per la linea America Centrale o meridionale e per la Linea Africa;
- la proroga al 31 dicembre 2027 del bonus quotazione PMI;
- i contributi per il rivesamento del credito d’imposta ricerca e sviluppo fruito indebitamente;
- l'esonero contributivo per i nuovi artigiani e commercianti iscritti nel 2025 per la prima volta alle relative gestioni previdenziali;
- il tax credit per gli investimenti in agricoltura;
- la disciplina transitoria del Fondo di garanzia PMI;
- gli interventi di semplificazione e di potenziamento del Piano Transizione 5.0;
- le modifiche alla disciplina degli incentivi 4.0, con il tetto di spesa di 2,2 miliardi per gli acquisti effettuati nel 2025, l'esclusione degli investimenti in software e l'introduzione della comunicazione preventiva per la prenotazione delle risorse.
Per molti degli incentivi introdotti dalla scorsa legge di bilancio, si tratta ora di individuare possibili coperture per la proroga oltre il 2025. Un'operazione di restyling potrebbe invece interessare gli incentivi 4.0 e 5.0, per dare vita ad un unico schema agevolativo di sostegno agli investimenti delle imprese per la transizione digitale ed energetica.
Secondo quanto anticipato da Il Sole 24 Ore, infatti, allo studio ci sarebbe “un accorpamento dei crediti d’imposta 4.0 e 5.0 disegnando una misura con minori obblighi rispetto a quelli che erano imposti dal Pnrr, ad esempio in relazione al principio Dnsh”. La misura sarebbe finanziata con risorse nazionali, mentre i fondi europei svincolati dal Piano Transizione 5.0 potrebbero essere destinati ad altri interventi. Tra questi, secondo il Sole, anche i contratti di sviluppo.
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