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Incontro informale competitività: Meloni, focus su energia tra ETS e CBAM

Photocredit: Palazzo ChigiTra i tanti dossier sul tavolo del vertice informale dei capi di Stato e di governo dell’Unione Europea al castello di Alden-Biesen, la premiere italiana Giorgia Meloni ha deciso di focalizzarsi sui prezzi dell'energia, uno dei freni maggiori alla competitività. Mentre sull’asse Roma-Berlino, Meloni plaude al lavoro fatto con il cancelliere Merz che però, ha sottolineato Meloni, è inclusivo e non va letto, invece, come un tentativo di escludere altri paesi (leggesi la Francia).

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L’obiettivo ultimo è quello di arrivare a fornire alla Commissione europea un chiaro mandato di azioni concrete da realizzare, capace anche di “frenare una “burocrazia che sta ampiamente superando il proprio ruolo”, ha dichiarato Meloni ai cronisti a margine del pre-vertice di questa mattina al castello di Alden-Biesen co-presieduto con il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

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Meloni, vertice competitività: prezzi energia, riforma ETS2 e CBAM

L’attenzione della premier è focalizzata sul Consiglio europeo del 19-20 marzo sulla competitività, dove l'obiettivo è fornire alla Commissione indicazioni molto chiare su ciò che i paesi europei vogliono.

La base di partenza della discussione di oggi al vertice informale sono stati ovviamente i rapporti di Mario Draghi e Enrico Letta. “I temi della competitività sono molti”, ha spiegato Meloni, confermando che l’Italia si concentrerà soprattutto sulla questione dei prezzi dell’energia. Un tema complesso, che si gioca sia a livello nazionale, che europeo. Sul piano interno è atteso per la prossima settimana in Consiglio dei Ministri (CdM) il Decreto Energia, il provvedimento che dovrebbe prevedere norme cruciali per la stabilità del mercato nazionale e la gestione delle risorse strategiche.

A livello europeo, invece, la premier insiste sulla necessità di operare anzitutto una profonda revisione del sistema dell’ETS (Emissions Trading System) anche per porre un freno alla speculazione finanziaria che vi ruota attorno.

Si tratta di un tema fortemente sentito anche dalla base industriale europea, con Confindustria in prima linea nel chiedere una revisione profonda del sistema, finanche una sua sospensione. L’ultimo attacco agli ETS è arrivato proprio ieri, 11 febbraio, dallo European Industry Summit di Anversa, dopo il quale le imprese hanno rilasciato una dichiarazione indirizzata ai 27, in cui chiedono urgenti misure di politica industriale tra cui la riduzione dei costi dell’energia (oltre a favorire l'acquisto di prodotti made in Europe e al sostegno ad un commercio globale più equo).

L’ETS, lo ricordiamo, è il mercato dei permessi di inquinamento volto ad incentivare la decarbonizzazione. Di base prevede che industrie pesanti, centrali elettriche, compagnie aeree e di navigazione paghino un prezzo per ogni tonnellata di CO2 emessa, al fine di incentivare gli investimenti in efficienza energetica e fonti rinnovabili. Il prezzo per ogni tonnellata di CO2 emessa è salito costantemente negli ultimi anni, raggiungendo a gennaio una quota superiore ai 90 euro. “L’ETS è un sistema squilibrato - ha dichiarato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini - che non genera i benefici di decarbonizzazione cui aspira, mentre di fatto grava sulla capacità competitiva dell’industria europea”.

Critiche che trovano una sponda, evidentemente, anche tra i leader politici. Non solo Meloni, ma anche il cancelliere tedesco, Merz che, parlando ieri ad Anversa, citato dal sito web Politico, ha dichiarato che il sistema ETS “è stato implementato per ridurre le emissioni di CO2 e, allo stesso tempo, per consentire alle aziende di arrivare a linee di produzione a zero emissioni di CO2. Quindi, se questo non fosse realizzabile e se questo non fosse lo strumento giusto, dovremmo essere molto aperti a rivederlo, o almeno a rinviarlo”.

Oltre all’ETS, l’attenzione di Meloni è rivolta, poi, alla revisione della direttiva CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), il meccanismo di adeguamento alla frontiera del costo della CO2 su determinati beni importati, tra cui acciaio, cemento, fertilizzanti. L'obiettivo del CBAM è quello di allineare il costo della CO2 tra quanto prodotto nell’UE e ciò che viene importato dai mercati extra-europei, in modo da tutelare la concorrenza delle aziende europee rispetto alle importazioni da altri mercati dove sono in vigore politiche ambientali meno rigide.

Competitività: l’alleanza tra Italia-Germania

Ma la convergenza tra Roma e Berlino va oltre questi due dossier energetici. Sul piatto, infatti, c’è sicuramente anche l'automotive, dove il diktat è la neutralità tecnologica. E poi ancora i temi del commercio internazionale e delle semplificazioni.

Non si parla invece di debito comune, tema sollecitato dal presidente francese Emmanuel Macron alla vigilia del vertice informale di oggi e che non è stato accolto bene dalla Germania, tradizionalmente fredda su questo fronte.

Lo sa bene anche la premier italiana che, sollecitata dai cronisti, ha confermato che nel pre-vertice di questa mattina il tema degli eurobond non è stato affrontato, anche perchè è un tema “su cui l'Europa discute da tempo e sui cui le posizioni sono molto diversificate”, ha risposto Meloni, non escludendo però che il dossier sarà al centro del vertice di questo pomeriggio.

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