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Iperammortamento: Anitec-Assinform chiede chiarezza sui canoni cloud

 

Foto di Tung Nguyen da PixabayL’Associazione Anitec-Assinform ha chiesto al governo di sanare un passaggio tecnico del decreto attuativo sull'iperammortamento, inserendo un richiamo esplicito all’ammissibilità dei canoni di abbonamento delle soluzioni cloud.

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In un comunicato pubblicato oggi, 19 gennaio, infatti, la principale associazione delle imprese che operano nella produzione di software, sistemi e apparecchiature elettroniche e nella fornitura di soluzioni applicative e di reti ha voluto richiamare “l’attenzione del Governo sulla necessità di un chiarimento esplicito sull’agevolabilità delle soluzioni software in cloud nell’ambito del nuovo iperammortamento 4.0”. 

L’obiettivo è evitare che quella che ad oggi è “la modalità di erogazione per i software prevalente sul mercato” italiano non risulti agevolabile dall'iperammortamento, rendendo “vani gli sforzi del Governo e del Parlamento per l’aggiornamento degli incentivi 4.0”, si legge nel comunicato.

L’80% del mercato software è in cloud 

Allo stato attuale, i sistemi as-a-service, erogati tramite cloud, rappresentano la modalità prevalente con cui le imprese adottano software e servizi digitali, arrivando a valere l’80% del mercato, spiega Anitec-Assinform.

Alla base della predilezione delle imprese italiane per le soluzioni cloud vi sono due ragioni principali. Da un lato, infatti, “l’as-a-service comporta una riduzione degli investimenti iniziali, che alle piccole e medie imprese risultano spesso proibitivi", spiega Anitec-Assinform. Dall’altro, il cloud “permette di accedere immediatamente alle tecnologie più avanzate con gli aggiornamenti automatici”. 

A conferma dell'orientamento del mercato digitale italiano verso il cloud vi sono i dati sulla crescita del comparto, che nel 2024 è aumentato del 16,7%, raggiungendo quota 8,13 miliardi di euro.

Il problema dell’iperammortamento con il cloud

Alla luce dei dati sul mercato italiano del cloud, a preoccupare  Anitec-Assinform è il fatto che “nella bozza di decreto attuativo del nuovo iperammortamento 4.0 non si ribadisce l’applicabilità dell’incentivo alle soluzioni tecnologiche erogate in modalità as-a-service, ossia attraverso canoni di abbonamento e quindi non soggetti ad ammortamento tradizionale”.

Per questo l’Associazione chiede l’inserimento, all’interno del decreto attuativo sull’iperammortamento, di un “richiamo esplicito” all’agevolabilità dei servizi cloud, sulla falsariga di quanto già fatto nella precedente stagione dell'iperammortamento, qualche anno fa.

Anitec-Assinform ricordano, infatti, che la Legge di Bilancio 2019 si era già interessata al tema, chiarendo che i “costi sostenuti a titolo di canone per l’accesso a soluzioni di cloud computing” risultavano ammissibili nell’ambito dell’iperammortamento.

Da qui la richiesta di ribadire - all’interno del decreto attuativo trasmesso dal MIMIT al MEF per il concerto - l’applicazione dello stesso principio anche al nuovo iperammortamento. In questo modo, spiega l’Associaizone, si “consentirebbe di garantire continuità normativa e certezza agli investimenti, senza introdurre nuovi oneri o modifiche sostanziali all’impianto della misura".

Del resto, spiega Massimo Dal Checco, Presidente di Anitec-Assinform, “se nell’iperammortamento non si chiarisce l’agevolabilità delle soluzioni as-a-service, il rischio è che uno strumento pensato per sostenere la trasformazione digitale finisca per non produrre effetti concreti, perché non allineato alle modalità con cui oggi le imprese investono in tecnologia”.

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