Strategia UE per la bioeconomia, la posizione del Consiglio
Il Consiglio ha approvato le sue conclusioni sulla nuova strategia per la bioeconomia, lanciata dalla Commissione europea per promuovere la transizione ecologica nell’Unione, rafforzando al contempo competitività e resilienza in tutta Europa.
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Previsto dalla bussola europea per la competitività, il nuovo "Strategic Framework for a Competitive and Sustainable EU Bioeconomy" è un documento pubblicato nel novembre 2025 dall’Esecutivo europeo, dove è tracciata la via da seguire per costruire un’economia pulita, competitiva e resiliente. Ricorrendo a risorse biologiche rinnovabili terrestri e marine e fornendo alternative alle materie prime critiche, infatti, la bioeconomia consentirà all’Unione di progredire verso un’economia più circolare e a decarbonizzarla, riducendo allo stesso tempo la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. In particolare, con la nuova strategia UE per la bioeconomia, Bruxelles sosterrà attività che forniscono soluzioni pratiche sostenibili utilizzando il vasto potenziale delle risorse biologiche in settori quali l’agricoltura, la silvicoltura, la pesca, l’acquacoltura, la trasformazione della biomassa e le biotecnologie.
Già adesso, con un valore stimato in 2.700 miliardi di euro circa nel 2023 e un impiego di 17,1 milioni di persone (l’8% dei posti di lavoro in Europa), il settore della bioeconomia in Europa contribuisce in modo significativo all’occupazione e alla crescita economica ed è dotato di tecnologia all’avanguardia e di una base industriale competitiva (circa 26 milioni di aziende e 450 milioni di consumatori). Tuttavia, il comparto ha secondo la Commissione europea ancora un enorme potenziale inutilizzato per lo più a causa della mancanza di investimenti adeguati (ma anche per colpa degli impatti del cambiamento climatico e dei limiti planetari). Un potenziale che dovrebbe essere promosso grazie all’implementazione della strategia di Bruxelles.
Nelle sue conclusioni adottate ieri pomeriggio, il Consiglio accoglie con favore questa strategia della Commissione, ritenendo che sia un passo tempestivo ed essenziale per rafforzare la competitività e la sostenibilità dell’Europa, pur evidenziando alcuni ambiti di intervento a suo avviso prioritari.
“La trasformazione guidata dalla bioeconomia è già tangibile in tutta Europa, da prodotti a base biologica di uso quotidiano come il burrocacao alla cera d'api e i prodotti tessili in lino a materiali all'avanguardia come le parti di automobili ricavate dagli scarti di alberi di ulivo. Con le conclusioni del Consiglio lo diciamo forte e chiaro: la competitività, la sostenibilità e l'innovazione locale devono essere al centro del percorso dell'UE verso una bioeconomia resiliente entro il 2040 e l'autonomia strategica dell'Europa”, ha commentato Maria Panayiotou, ministra dell'Agricoltura, dello sviluppo rurale e dell'ambiente della Repubblica di Cipro.
Cos’è la bioeconomia?
Viene definita bioeconomia l'insieme di attività che forniscono soluzioni sostenibili basate sulle risorse biologiche per creare valore aggiunto. Tra queste rientrano prodotti, servizi, scienza e tecnologie a beneficio di settori che spaziano dall'agricoltura, alla silvicoltura, alla pesca e all'acquacoltura, fino alle catene del valore basate sulla lavorazione della biomassa, sulla “biofabbricazione” e sulle biotecnologie. Tra le risorse biologiche rientrano, in particolare, le risorse genetiche, la biomassa primaria e secondaria (come sottoprodotti e residui) e il carbonio biogenico catturato attraverso tecnologie innovative.
Cosa prevede la nuova strategia per la bioeconomia di Bruxelles?
Partendo dalla strategia europea per la bioeconomia del 2012, il nuovo quadro strategico dell’Unione si concentra maggiormente sulla diffusione industriale, sull’espansione del mercato e su competitività e resilienza.
In particolare, la nuova strategia delinea un piano d’azione per costruire una bioeconomia rispettosa dell’ambiente che poggia su quattro pilastri:
- l’aumento dell’innovazione e degli investimenti;
- la creazione di nuovi mercati di riferimento per materiali e tecnologie di origine biologica;
- la garanzia di un approvvigionamento sostenibile di biomassa lungo tutte le catene del valore;
- lo sfruttamento delle opportunità globali.
Bioeconomia: come ampliare innovazione e investimenti
Il primo pilastro alla base della strategia della Commissione per guidare la rivoluzione biotecnologica, prevede di aumentare l’innovazione e gli investimenti, in modo che la ricerca non si fermi ai laboratori.
In particolare, l’espansione delle innovazioni a base biologica richiede una combinazione di investimenti pubblici e privati, nonché un contesto normativo semplificato.
Sul piano normativo, la Commissione Europea si adopererà per semplificare il quadro legislativo che premi modelli imprenditoriali circolari e sostenibili, salvaguardando al contempo le norme di sicurezza dell’UE. In tal senso, processi autorizzativi più rapidi, chiari e semplici che saranno promossi tramite gli “EU Biotech Acts”, aiuteranno le imprese del settore a crescere, soprattutto le PMI. Questi atti introdurranno agevolazioni settoriali e orizzontali, come le procedure “fast-track” per le soluzioni microbiche ad uso industriale e un’autorizzazione snellita per i progetti “biomanufacturing”.
Per quanto concerne i finanziamenti, l’Esecutivo europeo farà in modo che siano garantiti investimenti attuali e futuri per le bioeconomia, che è un settore ad alta intensità di capitale. Sul fronte degli investimenti pubblici, nell’ambito del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale per il periodo 2028-2034, la Commissione aumenterà i finanziamenti per la bioeconomia tramite l’European Competitiveness Fund e il programma Horizon Europe. Per stimolare gli investimenti privati, invece, sarà convocato un gruppo per la diffusione degli investimenti in bioeconomia (“Bioeconomy Investment Deployment Group) che riunirà Commissione, Banca Europea per gli Investimenti (BEI), banche promozionali nazionali e investitori privati, al fine di creare una riserva di progetti bancabili e attrarre capitale privato, in particolare per le bioraffinerie e gli impianti di fermentazione avanzata.
Strategia UE Bioeconomia: sviluppare mercati guida per i materiali e le tecnologie a base biologica
Per rendere più sicuri gli investimenti e consentire l'espansione su larga scala del settore, la Commissione ha anche individuato una serie di “mercati trainanti” (lead markets) in cui le soluzioni a base biologica possono garantire una domanda prevedibile.
Rientrano tra questi i settori a base biologica come quello della plastica, le fibre, i tessili, i prodotti chimici, i fertilizzanti, i prodotti fitosanitari, i materiali da costruzione, le bioraffinerie, la fermentazione avanzata e lo stoccaggio permanente del carbonio biogenico, che hanno un elevato potenziale sia per la crescita economica che per i benefici ambientali.
Per sostenere lo sviluppo di questo mercato, la strategia propone di istituire un’alleanza per un’Europa basata sulla biotecnologia (“Bio-based Europa Alliance”), che unirà aziende che si impegneranno volontariamente ad acquistare collettivamente materiali e prodotti a base biologica per un valore di 10 miliardi di euro entro il 2030, rassicurando gli investitori privati sugli investimenti in strutture ad alta intensità di capitale.
Come garantire un uso sostenibile della biomassa
Tra i pilastri della strategia, rientra anche la necessità di garantire un uso sostenibile della biomassa. Se attualmente l’Europa, infatti, è in larga parte autosufficiente per quanto riguarda la biomassa, è fondamentale fare in modo che rimanga tale anche in futuro.
Sarà quindi promosso un approvvigionamento responsabile della biomassa, garantendo che le foreste, il suolo, l’acqua e gli ecosistemi siano gestiti entro i loro limiti ecologici. A tal fine, è necessario favorire la circolarità e valorizzare la biomassa secondaria (come i residui agricoli). Importante anche il sostegno ad agricoltori, silvicoltori e pescatori che adottano innovazioni nel campo della bioeconomia e pratiche rigenerative, supportandoli tramite la Politica Agricola Comune.
Sfruttare le opportunità e le partnership globali
Infine, per potenziare la bioeconomia dell’UE, la Commissione propone di rafforzare gli accordi commerciali e i partenariati strategici per promuovere un migliore accesso al mercato e affrontare le barriere commerciali. In tal modo, sarà agevolata anche la diversificazione delle fonti di approvvigionamento di biomassa, evitando un’eccessiva dipendenza da singoli fornitori (soprattutto in un contesto di fragilità geopolitica come quella attuale).
In tale contesto, infine, l’Unione sfrutterà la sua posizione di leader globale nelle tecnologie e nei prodotti bio-based, intervenendo a forum internazionali per promuovere una bioeconomia globale equa e regolamentata.
Per approfondire, consulta il nuovo quadro strategico dell’UE per la bioeconomia
La posizione del Consiglio sulla nuova strategia UE per la bioeconomia
Le conclusioni del Consiglio dell’Unione Europea, approvate ieri, 17 marzo, ritengono che la nuova strategia europea per la bioeconomia sia “un passo essenziale e tempestivo” a sostegno di competitività, resilienza e autonomia strategica dell’Unione.
In particolare, nel documento il Consiglio evidenzia la necessità di un’attuazione coerente della legislazione vigente in materia di bioeconomia (come la PAC, la Direttiva sulle Energie Rinnovabili e il Regolamento sul ripristino della natura) e l’importanza di supportare l’agenda di semplificazione normativa introdotta dalla Commissione per ridurre gli oneri amministrativi.
In merito agli obiettivi a lungo termine, le conclusioni sostengono la visione per il 2040 delineata dall’Esecutivo europeo, sottolineando in particolare la centralità delle azioni di scalabilità industriale delle soluzioni bio-based, nonché della creazione di “mercati leader” (ovvero settori ad alto potenziale).
Nel testo con le conclusioni, inoltre, il Consiglio esprime un forte supporto alle iniziative legislative annunciate nella strategia, come gli EU Biotech Acts, e all’istituzione di un Forum europeo per regolatori e innovatori della bioeconomia, strumenti ritenuti cruciali per accelerare l’autorizzazione dei prodotti e l’accesso al mercato.
Sul piano operativo e finanziario, il Consiglio invita la Commissione a implementare le iniziative della strategia con tempestività e appoggia l’intenzione dichiarata di mobilitare finanziamenti misti in collaborazione con il Gruppo BEI per ridurre i rischi degli investimenti innovativi. Allo stesso tempo, rivolge un incoraggiamento agli Stati membri per spingerli ad aggiornare le proprie strategie nazionali in coerenza con il nuovo quadro UE, integrando gli obiettivi della bioeconomia nei Piani nazionali per l’energia, il clima e l’economia circolare. Ai 27, inoltre, è richiesto di utilizzare la biomassa in tutte le catene del valore in un modo efficiente sotto il profilo delle risorse che salvaguardi l'ambiente, nonché a promuovere l'uso di sottoprodotti, rifiuti organici e residui (biomassa secondaria).
Tra gli aspetti evidenziati dal Consiglio, anche la necessità che l’Esecutivo UE monitori i progressi della strategia entro il 2028 tramite i nuovi “Dialoghi sulla bioeconomia tra UE e Stati membri”. Alla Commissione spetta anche il compito di promuovere partnership strategiche, ad esempio nell’ambito del Global Gateway, per costruire hub della bioeconomia funzionanti e resilienti.
Infine, pur confermando l’importanza dei settori chiave già identificati dalla Commissione (come plastiche, sostanze chimiche o prodotti da costruzione e concimi a base biologica), le conclusioni chiedono di includere tra i mercati leader altri “ambiti supplementari”, ovvero settori aggiuntivi che riguardano specifici comparti industriali e merceologici su cui occorre investire, come:
- tessile, inclusi materiali innovativi e fibre naturali;
- materiali forestali e naturali (sughero, resine naturali, pasta di legno e carta);
- materiali emergenti (a base di micelio, cioè funghi, o imballaggi in fibra bio-based);
- salute e chimica, con focus sui biofarmaci;
- soluzioni climatiche, come le tecnologie per la gestione del carbonio biogenico;
- bioeconomia blu, ovvero le applicazioni legate all’ambiente marino, costiero e alle acque interne, rilevanti per le regioni insulari e costiere.
L'obiettivo dell'integrazione di questi ambiti, spiega il Consiglio, è quello di creare una domanda prevedibile per tali materiali e tecnologie, favorendo lo scalo industriale e sbloccando gli investimenti privati necessari per la transizione verde.
Rispetto allo sviluppo dei mercati leader, inoltre, le conclusioni evidenziano anche il ruolo di misure dal lato della domanda, come gli appalti pubblici verdi (Green Public Procurements) o alleanze industriali.
Consulta le conclusioni del Consiglio sulla Strategia UE per la bioeconomia
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