Scadenze PNRR: arrivano le indicazioni per i soggetti attuatori
Dopo l’attesa di questi mesi, da Palazzo Chigi e MEF arrivano le indicazioni definitive sulle scadenze PNRR e sulle procedure che i soggetti attuatori devono rispettare, inclusi i modelli di rendicontazione da utilizzare.
Cosa prevede la settima revisione PNRR?
In questo modo dovrebbe chiarirsi il quadro operativo all’interno del quale dovranno operare le amministrazioni titolari e i soggetti attuatori di interventi PNRR in questi ultimi cinque mesi di vita del Piano nazionale di ripresa e resilienza, anche in risposta al pressing di imprese ed Enti locali a cominciare da quello dell’ANCI che nella memoria sul DL PNRR ha chiesto con urgenza indicazioni chiare sulle procedure finali per l'attuazione del Piano.
Gli ultimi chiarimenti PNRR riguardano anche alcuni interventi specifici, incluso il PINQuA per il quale viene definitivamente ufficializzata la proroga al 30 giugno 2026.
Istruzioni operative PNRR: come cambiano le scadenze PNRR
Le linee guida sulle procedure e sui termini di ultimazione dei progetti PNRR sono state predisposte dalla Struttura di missione PNRR della presidenza del Consiglio e dall’Ispettorato per il Piano di ripresa e resilienza della Ragioneria generale del Ministero dell’economia e finanze (MEF).
In base a quanto riportato dal Sole24Ore, il vademecum - che è stato inviato a soggetti attuatori, amministrazioni titolari, Ragionerie territoriali, Prefetture e sezioni regionali di controllo della Corte dei conti - riguarda nel dettaglio 31 misure PNRR nelle mani degli Enti locali, applicandosi tuttavia anche ad altri interventi del Piano.
Dal punto di vista procedurale, le nuove Linee guida PNRR forniscono fondamentalmente tre chiarimenti principali. Il primo riguarda la data del 31 marzo 2026 che, in molte misure, era stata indicata come deadline per il completamento delle opere, ma per decisione dell’Italia. Dal momento che le indicazioni europee fissano invece il termine per il taglio del nastro degli interventi al 30 giugno 2026, l’Italia ha deciso di allineare le scadenze di molte misure, fissandole per fine giugno.
Tra le misure interessate da questa modifica vi è anche il Programma Innovativo della qualità dell'abitare (PINQuA), sul quale il Ministero delle infrastrutture e trasporti (MIT) ha rilasciato una nota. Il dicastero guidato da Matteo Salvini, infatti, “ufficializza la proroga al 30 giugno 2026 delle scadenze di propria competenza previste per il mese di marzo”, si legge in un comunicato, che sottolinea anche come “il differimento” riguardi “in particolare i progetti PINQuA e alcuni interventi del settore idrico”.
Il secondo chiarimento riguarda invece le misure varate con le varie revisioni PNRR, a cominciare da quella approvata a dicembre 2023, a cui è stato dato seguito operativo con avvisi pubblicati nel corso del 2024 e del 2025. Per tutti questi interventi, infatti, il governo ha stabilito che la scadenza ultima per l’ultimazione dei progetti è fissata al 31 agosto 2026. Questo termine può eventualmente essere richiesto come deadline finale anche da parte dei soggetti attuatori di altre misure, ma in via del tutto eccezionale.
Infine, vi è un terzo chiarimento che attiene ai “lavori residuali di modesta entità”. Per queste opere, infatti, le Linee guida concederebbero alle imprese 60 giorni di tempo supplementare per la loro ultimazione.
Oltre a fare luce sul quadro definitivo delle scadenze PNRR, le istruzioni operative varate da MEF e Palazzo Chigi contengono anche i modelli standard che i soggetti attuatori dovranno utilizzare per la rivendicazione dei rimborsi. Tra questi figurano sia il certificato di regolare esecuzione-fornitura, sia il certificato di ultimazione dei lavori che dovrà contenere i riferimenti contrattuali dell'opera e la data di emissione, l'elemento sulla base del quale si valuterà il rispetto finale della deadline PNRR.
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