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Sejournè in Parlamento: via le barriere per rilanciare il mercato unico

 

Sono quattro gli assi su cui a Commissione UE è al lavoro per sostenere la competitività europea. Ad illustrarle al Parlamento italiano è stato oggi, 8 aprile, il Commissario Sejourne, che ha anche fatto il punto sulla tabella di marcia di Bruxelles su fronti come la revisione dell’accordo sugli appalti pubblici (a giugno) e l’auspicata approvazione del Piano europeo sull’acciaio entro l’estate.

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Nonostante le ripetute domande dei parlamentari italiani sulla possibilità di sospendere il Patto di Stabilità a causa della crisi energetica, su questo fronte il vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la prosperità e la strategia industriale, Stéphane Séjourné, non si è invece sbottonato. “Non ho il mandato dalla Commissione per specificare dettagli in merito” a questa circostanza, ha spiegato più volte Séjourné, sottolineando anche - però - che gli Stati membri possono sempre contare sulla Commissione per avere maggiori flessibilità quando ci sono crisi sistemiche.

Dopo l’audizione di Sejournè al Parlamento italiano nella mattina dell'8 aprile, oggi pomeriggio il Commissario europeo ha in agenda incontri con il ministro Adolfo Urso (MIMIT) e con le imprese.

Sejournè in Parlamento: Commissione al lavoro su quattro priorità

Nella sua audizione dell'8 aprile al Parlamento italiano, davanti alle Commissioni Ambiente, Attività produttive e Politiche Ue della Camera e alle Commissioni Industria e Politiche Ue del Senato, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la prosperità e la strategia industriale, Stéphane Séjourné, ha illustrato la strategia su cui è al lavoro Bruxelles. Si tratta di un piano articolato su quattro pilastri: rafforzamento del mercato interno; diversificazione delle dipendenze europee; sostegno agli investimenti nelle tecnologie strategiche; e tutela della politica industriale europea con l’introduzione del principio made in EU. Quattro tasselli fondamentali “se vogliamo adattare l’obiettivo europeo al nuovo contesto geopolitico”, ha affermato Séjourné.

Sul primo punto, il Commissario europeo ha spiegato che la nuova strategia sul mercato interno consiste nella “valorizzazione/sfruttamento al meglio dei 450 milioni di consumatori europei”. Un asset da valorizzare, riducendo le frammentazioni attuali. Paradossalmente, ha spiegato infatti Sejournè, le imprese europee sono molto internazionalizzate ma poco europeizzate a causa di barriere che ne limitano l’azione all’interno dell’Unione europea. Per permettere quindi alle aziende di integrarsi maggiormente nel mercato UE, la Commissione sta mettendo in campo due strategie.

La prima passa per la riduzione degli oneri amministrativi e delle differenze burocratiche. Le “Terribles 10”, le chiama Séjourné: 10 barriere economiche che hanno un grande impatto sulle imprese europee e che nella maggior parte dei casi sono legate a legislazioni nazionali (in alcuni casi per una sovrapposizione di legislazione, in altri per la mancata trasposizione di normative UE, in altri ancora per la presenza di norme nazionali che puntano a tutelare il mercato nazionale ma che frammentano quello unico). “Nei prossimi anni dobbiamo eliminare queste 10 barriere economiche”, ha affermato Séjourné, sottolineando che si tratterà di un lavoro da fare insieme agli Stati membri. A questa si aggiunge la necessità di evitare la frammentazione in settori chiave come l'energia, le telecomunicazioni, ma anche nel mercato dei capitali.

Vi è poi il fronte della diversificazione per ridurre le dipendenze. In questo caso la partita si gioca anzitutto sul fronte degli accordi commerciali. Alla base vi è l’obiettivo di diversificare sia l’export, sia l’import. In entrambi i casi, infatti, la Commissione vuole ridurre i casi in cui l’economia europea dipende eccessivamente da un solo mercato perché questo riduce i margini di azioni in un contesto geopolitico dove, invece, la libertà di manovra è ormai vitale. Nel primo caso il riferimento chiaro è agli Stati Uniti che, seppur non citati esplicitamente, sono evidentemente il convitato di pietra nel discorso del Commissario europeo. Sul fronte delle importazioni, invece, Sejourne cita apertamente la Cina dalla quale l’UE dipende per numerose materie prime critiche (sulle quali il tasso di dipendenza si aggira spesso tra l’80% e il 100%). In questo caso l’obiettivo a breve termine è ridurre la dipendenza al 60%, anche grazie ad accordi commerciali con paesi come l'Australia e l’America Latina.

Ma per ridurre le dipendenze servono anche gli investimenti nelle tecnologie strategiche. Qui il Commissario cita sia il futuro Fondo europeo per la competitività inserito nella proposta della Commissione sul prossimo QFP, sia l'importanza di completare l’Unione dei risparmi e degli investimenti per mobilitare i risparmi degli europei che attualmente "dormono" in banca e che invece possono rappresentare un boost per le imprese europee che investono.

Infine, la quarta priorità prevede il varo di una nuova dottrina industriale europea ancorata al made in UE. Un’operazione che passa per varie strategie, a cominciare dall'Industrial Accelerator Act presentato a inizio marzo. L'obiettivo dell’operazione è chiaro: “dobbiamo favorire a un de-risking delle catena del valore europea, prevedendo una preferenza europea nei settori strategici quando ci sono soldi pubblici in ballo”, ha spiegato Sejournè. Ma non solo. Bisogna anche creare nuove condizioni di investimento estero, riequilibrando le relazioni commerciali con i nostri partner e riducendo le differenze di accesso al mercato europeo, così da creare le condizioni che permettano di attrarre investimenti in ricerca e sviluppo in Europa e che contemplino operazioni di trasferimento tecnologico, sulla falsariga di quanto previsto dalla Cina quando si tratta di investimenti.

Le nuova dottrina industriale europea passa anche per la semplificazione delle regole per le imprese europee. Sono almeno sei i pacchetti omnibus proposti finora dalla Commissione, ha rivendicato Sejournè.

Infine, il Commissario ha citato anche un tema particolarmente caldo in questi mesi: il meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera che però “è vissuto più come uno strumento di tassazione che come un meccanismo di investimento”, ha sottolineato Sejournè. Il motivo - ha proseguito il Commissario - è che “molti dei ricavi di questo sistema sono  utilizzati nel bilancio degli Stati per altri finanziamenti” e non per decarbonizzare le nostre economie. Su questo fronte, quindi, è necessaria una riflessione, "altrimenti lo strumento sarà sempre visto come tassa e non come investimento”.

Per approfondire: ETS, Hoekstra, riforma del sistema sulle quote di CO2 entro luglio

In arrivo il Piano Acciaio e la revisione della disciplina sugli appalti pubblici

Nel rispondere poi alle domande dei parlamentari italiani, il Commissario per la prosperità e la strategia industriale ha fatto il punto su alcuni dei provvedimenti su cui si sta lavorando a Bruxelles.

Il primo è il Piano per l’acciaio arrivato allo stadio dei triloghi e che Sejournè auspica sia approvato entro l’estate.

Il secondo è rappresentato dalla revisione del testo sugli appalti pubblici. La proposta sarà presentata a giugno - ha affermato Sejournè - spiegando che l’operazione avrà tre obiettivi. Anzitutto semplificare le direttive in materia. Un’operazione che dovrebbe coinvolgere fino a 64 testi. 

Vi è poi il tema di assicurare una maggiore trasparenza sugli appalti. In questo caso la strategia della Commissione prevede il varo di un’unica piattaforma europea con tutte le gare di appalto che ci sono in Europa, in modo da renderle accessibili a tutte le imprese.

Infine la preferenza europea su alcuni settori. Gli appalti pubblici, ha infatti ricordato Séjourné, rappresentano il 15% del PIL europeo (circa 2mila miliardi di euro l’anno). Una fetta rilevante dei fondi pubblici che girano in Europa e che, se si riuscisse a orientare verso i settori strategici, permetterebbe di disporre delle risorse per sostenere la competitività europea. In tale contesto quindi, l'obiettivo della Commissione è darsi una chiara strategia di acquisto basata su clausole di preferenza made in UE per alcuni settori per i quali passa il futuro dell’Europa.

Incontro Sejournè- Urso

Dopo l'audizione in Parlamento, nel pomeriggio il Commissario europeo Sejournè ha in agenda un incontro con il ministro delle imprese, Adolfo Urso, per un confronto bilaterale sui principali dossier europei in materia di competitività.

In agenda vi è poi la tavola rotonda con le principali associazioni imprenditoriali italiane, a cominciare da Confindustria che questa mattina è stata intanto accolta a Palazzo Piacentini per approfondire varie questioni, incluso l’avvio dell’iperammortamento.

Per approfondire: Urso conferma 1,5 miliardi per esodati 5.0. Decreto iperammortamento questa settimana

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