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Guerra Iran, Parlamento UE: aiuti alla pesca contro il caro carburante

Pesca - Photo credit: Foto di M W da PixabayLa presidente della commissione Pesca del Parlamento europeo, Carmen Crespo Díaz, ha lanciato un appello alla Commissione UE per chiedere azioni urgenti a tutela del settore ittico, fortemente danneggiato dall'aumento dei prezzi del petrolio collegato al conflitto in Medio Oriente.

Lavori in corso sulla pesca sostenibile nell'UE

Il settore della pesca, fortemente dipendente dai combustibili fossili, sta subendo pesanti conseguenze a causa dell'aumento dei prezzi del petrolio a seguito dell'operazione militare avviata il 28 febbraio scorso da Stati Uniti e Israele contro l'Iran e del condizionamento del passaggio delle navi cisterna attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo i dati rilasciati da Confcooperative Fedagripesca, con l'aumento del prezzo del gasolio per la pesca da 0,75 euro a 1,120 euro al litro, i costi per il pieno stanno schizzando in alto, in base alla taglia delle imbarcazioni, da un minimo di 400 euro fino ad oltre 4 mila euro in più. 

Il carburante rappresenta uno dei maggiori costi operativi della flotta, pertanto il continuo aumento dei prezzi sta mettendo a rischio la redditività economica di molte imbarcazioni”, ha dichiarato la presidente della commissione Pesca del Parlamento europeo, Carmen Crespo Díaz (PPE), secondo cui, “se questa situazione dovesse persistere, molte navi potrebbero essere costrette a interrompere la propria attività, con gravi conseguenze per l'occupazione nelle comunità costiere e per l'approvvigionamento di prodotti ittici sul mercato europeo”. 

Da qui l'appello alla Commissione Europea ad intraprendere azioni di emergenza a sostegno del settore.

Parlamento UE: pesca a rischio fermo senza aiuti per il caro gasolio

In particolare, la presidente della commissione PECH ha chiesto di attivare rapidamente meccanismi di sostegno di emergenza, sul modello del Quadro temporaneo di crisi e transizione (Temporary Crisis and Transition Framework - TCTF), analogamente a quanto fatto durante la crisi energetica del 2022, e ha proposto di adeguare temporaneamente le norme sugli aiuti di Stato, in modo che gli Stati membri possano sostenere con urgenza le proprie flotte.

In più, Crespo Dìaz ha sollecitato la mobilitazione degli strumenti di crisi del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA), per assicurare sostegno immediato alle flotte più colpite dall'eccezionale aumento dei prezzi del carburante, e l'attivazione di misure di mercato eccezionali nell'ambito della Politica Comune della Pesca (PCP), per mitigare l'impatto economico della crisi in Medio Oriente. In parallelo, la numero uno della commissione Pesca ha chiesto di guardare oltre all'emergenza, portando avanti soluzioni strutturali che rafforzino la resilienza del settore, come ad esempio facilitare l'accesso alle scorte strategiche di carburante nei porti europei.

Sullo sfondo, il tema più ampio della transizione energetica della pesca, dai combustibili fossili alle fonti energetiche pulite e rinnovabili, da tempo parte dell'agenda politica della Commissione. Già nel febbraio 2023 l'Esecutivo UE ha adottato la comunicazione “On the Energy Transition of the EU Fisheries and Aquaculture sector” ed entro l'anno Bruxelles punta a pubblicare la Visione 2040 per la pesca e l'acquacoltura, una strategia a lungo termine a cui dovrebbe accompagnarsi anche una tabella di marcia per la transizione energetica dei due settori.

Per approfondire: Pesca, acquacoltura e comunità costiere al centro di due consultazioni UE